recensioni - adriana la ferla - architetto scenografa

adriana la ferla
architetto scenografa
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I dipinti della giovane artista mai tradiscono la vocazione da cui si dipartono e concretizzano in colori
le immagini colte con estro poetico dalla realtà delle cose
La tematica e’ varia e intelligente; forma e colore hanno una loro intima capacità d’espressione
Le sue mitizzazioni grafiche appartengono a quell’iterante ‘’empaumer’’
che si fa vivo in tutte le stagioni dell’arte
deformata e piegata ad oggetto di pittura, con tutte le suggestioni e le seduzioni
che ne derivano e che la viziano o la esaltano
La storia e le storie.
La prima e le altre appaiono in questi dipinti misteriosi ed appena toccati da quella malizia di un incantesimo
che li rende seri ed inquietanti ad un tempo
In questa prima personale si individua una confortante disarticolazione fra fatto pittorico ed aneddoto, favola ed estro culturale
Ed e’ certamente questo a non lasciare dubbi sulla autenticità della sua futura storia d’artista
vanni ronsisvalle
1974

molto suggestivo il modo con cui l’artista riesce a saldare segno e colore con una tecnica asciutta e puntigliosa quale l’incisione
Le sue opere ci rimandano ad una natura metafisica;
così come ci suggeriscono i fiori in primo piano, fermi e rinsecchiti,
gli oggetti e le sue fantasmagorie marine definite con segno netto senza alcun sentimentalismo o indulgenza alla piacevolezza
vincenzo cera
1975

opere con un manierismo ornato fatto di infinite idee in cui il segno che viene proposto secondo un modulo di intrecci e ghirigori,
segue una trama introversa quasi per distrarci dalla rappresentazione e dal racconto
riccardo campanella
1976

i volti femminili hanno un’espressione grave e pensosa,
i loro occhi sono rivolti ad un misterioso e triste passato senza voler prendere in considerazione visioni future apportatrici di gioia
Le pettinature di queste figure sembrano create da corposi ectoplasmi per incorniciare sembianze umane
che già sono partecipi di un’altra dimensione
Il disegno e’ preciso e accurato
La disciplina e’ seria e permette sfumature di natura drammatica, anche se soffusa di un dolce e mistico abbandono
fabio borghini
1977

ottimo il segno, ottima la saggezza che parla dei suoi dipinti che inseguono un pò la realtà come fosse il significato ultimo
di una lunga ricerca fatta di cultura, di contatti con gli altri, di consapevolezze quotidiane del nostro tempo
E’ come cercare, attraverso la realtà, una realtà molteplice e difficile
Ci riconosciamo negli occhi riflessi del suo cavallo,
attraverso i particolari dei suoi segni disfatti, riconoscibile conseguenza della mente di uno, di mille uomini
Ricerca, dubbio, sapore di assoluto, sapore di mille sapori;
così come in uno specchio umano di mille sogni fatti nel periodo dell’ adolescenza
eppur ancor oggi respirati e alle prime luci dell’alba creduti e ricreduti ancora,
come un sottile luminoso filo di luce, quasi una voce futura di fede nell’uomo e nel cammino doloroso e lucente di vita
laura carli
1978

varietà cromatica, tecnica ricercata e innovativa, incisività interessante, delimitazione del segno,
attenzione e precisione, chiaroscuri intensi, abile tratto;
insieme in una mostra che nasce nelle abili mani dell’artista,
domatrice di immagini che propone un racconto rappresentato da un linguaggio di vita quotidiano
lapo golfoni
1978  

attraverso un’ atmosfera surrealistica e fantastica,
la pittura raggiunge toni che consentono una immediata lettura per la vivezza del colore
e per lo smalto cromatico che e’ reso senza alcuna concessione
Dai primi soggetti che esprimevano una problematica psicologica siamo giunti ad un linguaggio franco e deciso
I volti di donna, le chiome, le ali di farfalle, descrivono senza mezzi termini la propria gioia
che attraverso questi si e’ liberata da tanti vincoli e privazioni
E nella bellezza delle immagini rimane, quasi a testimoniare un passato troppo vicino,
un’annotazione per cui il bello e l’armonioso sono celati da pudore critico
Il suo e’ un discorso istintivo ed il suo successo e’ soprattutto legato a questa voglia di essere libera a tutti i costi
iorio vivarelli
1978

sofisticata nelle impostazioni grafiche, certamente più ricca nelle sfumature,
si fa interprete sensibile di una pittura di cui la figura, attraverso collages di riproduzioni di capolavori rinascimentali,
e’ portata ad una lenta trasformazione che ne mette a nudo i valori e il significato senza distruggere quello edonistico dell’arte,
anche quando motivi sentimentali la inducano a velare la realtà sotto la finzione
Incisiva, riesce a raggiungere ottimi risultati, addirittura seducenti e nuovi, assemblando tensioni di forma e pregnanze simboliche
vito la piana
1983

opere adatte ad un difficile esame intellettuale;
un genere questo che impegna l’osservatore più nel campo filosofico che in quello estetico
L’alto livello della pittura quasi passa in seconda linea e prevale la puntualizzazione dei motivi sentimentali
giorgio tuti
1984

le immagini, pregne di significato, hanno una linea stilistica coerente pervasa da una sottile vena poetica
che rimangono molto gradevoli all’occhio
Privilegiano un raffinato gioco intellettuale facendo emergere strane situazioni,
figure in simbiosi con richiami alla città, alla costruzione, alla storia
Una intelligente inventiva che sa unire motivazioni della realtà e visione plastica, qualità primarie del dipingere,
con le emozioni e le evocazioni che sanno trasfigurare la dimensione del vero
carolina colino
1985

nella sua espressività lascia sfumato il limite tra essenza e apparenza, prediligendo un narrato
che si snoda tra il dato certo e l’immaginario
Anche il colore e le figurazioni assunte a pretesto del descritto,
si uniformano e confondono per stimolare interpretazioni e visuali diverse in virtù di particolari
che richiamano e rimandano a composizioni semplici ma allusive
Un tentativo di scoprire e camuffare la propria identità e quella delle cose, crudamente reali,
rappresentate come una facciata di apparenti certezze
che lascia avvertire l’altrove e il dietro, i segreti sentimenti e le contraddizioni
tommaso paloscia
1985

un’arte abile che invita alla meditazione, alla riflessione, ma soprattutto lascia inermi e increduli
Un’arte ai confini fra realtà e irrealtà di quel microcosmo iconografico che gli occhi dell’artista hanno saputo carpire
Un’arte sempre in lotta con le alternative contemporanee :
alla rappresentazione fedele dei particolari contrappone la seduzione di scenografie simboliche,
ad un messaggio sempre più freddo e difficile, sostituisce il magnetismo riflesso di una profezia,
alla sterilizzazione figurativa la sua innegabile unicità
maurizio grasso
1985

testo significa tessuto e come tale riveste nella comunicazione il compito di sostenere il significato e disegnarne il messaggio
Questo e’ ciò che affermava roland barthes. Ma e’ sempre necessario ?
In ogni forma espressiva del linguaggio necessita un testo
che mette in funzione una serie di rapporti e dinamiche in grado di suscitare un effetto di ritorno ?
I manifesti realizzati dall’artista, con i suoi elementi, gli ingombri e un innato gusto, si rappresentano senza ausilio di alcun testo
omar calabrese
1985

le sue opere riescono ad imporsi,
non solo per la bellezza del segno e la vivacità dei contenuti
che risaltano innanzitutto nei capelli fluenti delle donne e nelle dolci e lievi ali delle farfalle,
ma anche per la forte personalità in contrasto con la modestia dell’autrice
egidio mucci
1986

nella predilezione per un segno sintetico, quasi da stilista, eppur teso ed efficace,
riusciamo a cogliere il gusto per un decorativismo prezioso e geometrizzato,
in cui le citazioni di forme e figurazioni storicizzate vengono ironicamente assunte in un contesto estraniante,
che ne esalta i puri valori decò
alfredo scanzani
1988

il forte bisogno di espressione oggi non si ferma alla tela, ma va oltre
Il desiderio di materia e tridimensionalità viene soddisfatto dalla creazione e realizzazione di scenografie teatrali e televisive
Dai suoi soggetti elegantemente rappresentati traspare una irrefrenabile voglia di evasione, un sogno perennemente surreale,
una forza tutta femminile che attinge al suo periodo liberty.decò
maria pia quintavalle
1991

grafica minuziosa, alta professionalità, cura nei particolari, attenta in tutte le sue manifestazioni artistiche
ada capone
2012
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